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27/28 MARZO.....STAI A CASA.....NON VOTARE....

{ 11:33, Feb. 14, 2010 } { 0 commenti } { Link }


BUON NATALE A TUTTI.................dal El paso Occupato.....

{ 12:51, Dec. 20, 2009 } { 2 commenti } { Link }


"NON PROCESSATE BOB MARLEY"

{ 21:49, Nov. 11, 2009 } { 0 commenti } { Link }

Prima sono venuti a prendere gli zingari,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo zingari;
poi sono venuti a prendere gli ebrei,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo ebrei;
poi sono venuti a prendere i comunisti,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo comunisti;
poi sono venuti a prendere gli omosessuali,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo omosessuali;
infine sono venuti a prendere noi,
e non c'era più nessuno capace di protestare.


(liberamente ispirato a una poesia di Martin Niemöller)






Sostegno al Rototom Sunsplash

{ 19:17, Sep. 26, 2009 } { 0 commenti } { Link }

A: Presidente della Regione FVG Renzo Tondo; Questore di Udine Giuseppe Padulano

Premesso che
la manifestazione denominata Rototom Sunsplash si svolge dall’anno 2000 nel territorio di Osoppo;
non sono mai occorsi incidenti o fatti che hanno turbato l’ordine pubblico in paese o nel territorio circostante;
sussiste una rilevantissima ricaduta economica non solo nel paese di Osoppo ma in tutto il circondario;
la manifestazione produce un flusso turistico molto rilevante nel territorio pedemontano e con le sue 150.000 presenze è l’evento di gran lunga più importante;
il carattere musicale e culturale dell’evento è di portata internazionale;
i cittadini di Osoppo e del territorio circostante approvano e gradiscono a larghissima maggioranza lo svolgimento della suddetta manifestazione;
le categorie economiche ed i cittadini stanno raccogliendo un notevole numero di firme a sostegno della manifestazione;

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO SI CHIEDE

Al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, dott. Renzo TONDO, e al Presidente della Provincia di Udine, On.le Pietro FONTANINI
- Di porre in essere tutte le iniziative possibili e necessarie volte al mantenimento della manifestazione denominata ROTOTOM SUNSPLASH nel territorio di Osoppo, Parco del Rivellino, nonché tutti i provvedimenti necessari al fine di agevolare il regolare svolgimento della manifestazione stessa, contribuendo a risolvere quelle che sono state le problematiche verificatesi nell’edizione 2009;
- un urgente incontro con i capigruppo del consiglio comunale di Osoppo.

http://www.firmiamo.it/prosunsplash......leggi e firma....






Fuga impossibile dal clima opprimente di Gabriella Kurovilla, da "L'Internazionale"

{ 12:36, Aug. 9, 2009 } { 0 commenti } { Link }

Il festival Rototom è sempre stato una manifestazione di grande libertà. Ma quest’anno le cose sono cambiate

di Gabriella Kurovilla, da "L'Internazionale"

Zaino in spalla e tende in mano, destinazione Rototom Sunsplash. Giunto alla sedicesima edizione, il festival reggae europeo è stato ospitato dal 2 all’11 luglio nel parco del Rivellino di Osoppo, in provincia di Udine.
Siamo scappati da Milano, dove il clima è ormai opprimente a tutti i livelli. A soffocarci non è solo l’afa, ma anche i vari provvedimenti sulla sicurezza, che vanno dai disegni di legge nazionali alla proposta di recintare i giardini pubblici. La sensazione è che il carcere non sia più un’entità fisica limitata, ma che si estenda ovunque. Il modello ci viene riproposto in continuazione, anche in quella vita che ci ostiniamo a considerare libera. Ma che libera non è, visto che perfino il movimento delle persone è sistematicamente controllato, ostacolato e, in molti casi, fermato.
La città è diventata come un enorme centro commerciale, aperto di giorno e chiuso di notte. Dedicato al lavoro e noncurante di tutto il resto. Spariscono i luoghi di aggregazione, le persone si rintanano in casa e usano il telefono e il computer per comunicare, mentre le strade sono pattugliate dall’esercito, dalla polizia, dai vigili e – come se non bastasse – dalle ronde cittadine: si va dai Blue Berets, accusati di essere troppo vicini all’estrema destra, ai Volontari verdi, i leghisti con la fascia padana al braccio. La loro presenza crea uno stato d’allerta che amplifica la sensazione di pericolo. In realtà, non si capisce di chi dobbiamo diffidare e il risultato è che siamo tutti sulla difensiva.
Il Rototom ci è servito ad allontanarci, almeno per un po’, da questa gabbia metropolitana, fisica e mentale. Lì speravamo di trovare qualcosa di meglio. E non doveva essere difficile. Il paese era vestito a festa: le bandiere della Giamaica addobbavano i negozi e sventolavano dalle finestre. Per gli abitanti di Osoppo il festival è una grossa opportunità commerciale, che risveglia per alcuni giorni all’anno una località di montagna generalmente assopita.
All’ingresso del festival, però, abbiamo dovuto consegnare un documento d’identità per registrarci: anche qui i clandestini sono banditi. Ritirato il biglietto e superati i cancelli, siamo entrati in un’immensa area verde popolata da più di centomila persone di tutte le età, razze e religioni.
C’erano moltissimi stranieri. Abbiamo camminato tra banchetti di artigianato, mangiato in ristoranti etnici, seguito dibattiti culturali, frequentato corsi di danza, preso lezioni di yoga, ascoltato concerti reggae e ballato fino al mattino. Per alcuni giorni, abbiamo vissuto il giorno e la notte senza timori: uno spazio aperto 24 ore su 24, che offre continuamente proposte di incontro e di svago, è un luogo che sembra (sufficientemente) sicuro. 
Almeno era così per me, ma forse non per tutti. Quest’anno la sorveglianza delle forze dell’ordine è stata continua, pressante e invasiva. La cappa, da cui eravamo fuggiti e dentro cui ci siamo ritrovati all’improvviso, non ha rovinato l’atmosfera del Rototom, ma l’ha modificata irrimediabilmente, creando un clima di tensione che distorceva i rapporti e la comunicazione.
Ho chiesto a un commerciante senegalese, titolare di uno stand autorizzato, quanto costava un cappellino rasta, e lui mi ha risposto preoccupato: “Io non vendo fumo”. Evidentemente la paura ci rende sordi, e il pregiudizio sostituisce la realtà. Anche questo luogo, che voleva essere simbolo di “un altro mondo possibile”, è diventato un mondo impossibile. Ed è per questo che la prossima edizione del festival probabilmente non si terrà più in Italia. La fuga, non solo di cervelli, continua.




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