Prima sono venuti a prendere gli zingari, e noi non abbiamo
protestato perché non eravamo zingari; poi sono venuti a prendere gli ebrei,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo ebrei; poi sono venuti a
prendere i comunisti, e noi non abbiamo protestato perché non eravamo
comunisti; poi sono venuti a prendere gli omosessuali, e noi non abbiamo
protestato perché non eravamo omosessuali; infine sono venuti a prendere
noi, e non c'era più nessuno capace di protestare.
(liberamente ispirato a una poesia di Martin
Niemöller)
A: Presidente della Regione FVG Renzo Tondo; Questore di Udine Giuseppe Padulano
Premesso che
la manifestazione denominata Rototom Sunsplash si svolge dall’anno 2000 nel territorio di Osoppo;
non sono mai occorsi incidenti o fatti che hanno turbato l’ordine pubblico in paese o nel territorio circostante;
sussiste una rilevantissima ricaduta economica non solo nel paese di Osoppo ma in tutto il circondario;
la manifestazione produce un flusso turistico molto rilevante nel
territorio pedemontano e con le sue 150.000 presenze è l’evento di gran
lunga più importante;
il carattere musicale e culturale dell’evento è di portata internazionale;
i cittadini di Osoppo e del territorio circostante approvano e
gradiscono a larghissima maggioranza lo svolgimento della suddetta
manifestazione;
le categorie economiche ed i cittadini stanno raccogliendo un notevole numero di firme a sostegno della manifestazione;
TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO SI CHIEDE
Al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, dott. Renzo TONDO, e
al Presidente della Provincia di Udine, On.le Pietro FONTANINI
- Di porre in essere tutte le iniziative possibili e necessarie volte
al mantenimento della manifestazione denominata ROTOTOM SUNSPLASH nel
territorio di Osoppo, Parco del Rivellino, nonché tutti i provvedimenti
necessari al fine di agevolare il regolare svolgimento della
manifestazione stessa, contribuendo a risolvere quelle che sono state
le problematiche verificatesi nell’edizione 2009;
- un urgente incontro con i capigruppo del consiglio comunale di Osoppo.
http://www.firmiamo.it/prosunsplash......leggi e firma....
Fuga impossibile dal clima opprimente di Gabriella Kurovilla, da "L'Internazionale"
Il festival
Rototom è sempre stato una manifestazione di grande libertà. Ma quest’anno le
cose sono cambiate
di Gabriella
Kurovilla, da "L'Internazionale"
Zaino in
spalla e tende in mano, destinazione Rototom Sunsplash. Giunto alla sedicesima
edizione, il festival reggae europeo è stato ospitato dal 2 all’11 luglio nel
parco del Rivellino di Osoppo, in provincia di Udine.
Siamo scappati da Milano, dove il clima è ormai opprimente a tutti i livelli. A
soffocarci non è solo l’afa, ma anche i vari provvedimenti sulla sicurezza, che
vanno dai disegni di legge nazionali alla proposta di recintare i giardini
pubblici. La sensazione è che il carcere non sia più un’entità fisica limitata,
ma che si estenda ovunque. Il modello ci viene riproposto in continuazione,
anche in quella vita che ci ostiniamo a considerare libera. Ma che libera non
è, visto che perfino il movimento delle persone è sistematicamente controllato,
ostacolato e, in molti casi, fermato.
La città è diventata come un enorme centro commerciale, aperto di giorno e
chiuso di notte. Dedicato al lavoro e noncurante di tutto il resto. Spariscono
i luoghi di aggregazione, le persone si rintanano in casa e usano il telefono e
il computer per comunicare, mentre le strade sono pattugliate dall’esercito,
dalla polizia, dai vigili e – come se non bastasse – dalle ronde cittadine: si
va dai Blue Berets, accusati di essere troppo vicini all’estrema destra, ai
Volontari verdi, i leghisti con la fascia padana al braccio. La loro presenza
crea uno stato d’allerta che amplifica la sensazione di pericolo. In realtà,
non si capisce di chi dobbiamo diffidare e il risultato è che siamo tutti sulla
difensiva.
Il Rototom ci è servito ad allontanarci, almeno per un po’, da questa gabbia
metropolitana, fisica e mentale. Lì speravamo di trovare qualcosa di meglio. E
non doveva essere difficile. Il paese era vestito a festa: le bandiere della
Giamaica addobbavano i negozi e sventolavano dalle finestre. Per gli abitanti
di Osoppo il festival è una grossa opportunità commerciale, che risveglia per
alcuni giorni all’anno una località di montagna generalmente assopita.
All’ingresso del festival, però, abbiamo dovuto consegnare un documento
d’identità per registrarci: anche qui i clandestini sono banditi. Ritirato il
biglietto e superati i cancelli, siamo entrati in un’immensa area verde
popolata da più di centomila persone di tutte le età, razze e religioni.
C’erano moltissimi stranieri. Abbiamo camminato tra banchetti di artigianato,
mangiato in ristoranti etnici, seguito dibattiti culturali, frequentato corsi
di danza, preso lezioni di yoga, ascoltato concerti reggae e ballato fino al
mattino. Per alcuni giorni, abbiamo vissuto il giorno e la notte senza timori:
uno spazio aperto 24 ore su 24, che offre continuamente proposte di incontro e
di svago, è un luogo che sembra (sufficientemente) sicuro.
Almeno era così per me, ma forse non per tutti. Quest’anno la sorveglianza
delle forze dell’ordine è stata continua, pressante e invasiva. La cappa, da
cui eravamo fuggiti e dentro cui ci siamo ritrovati all’improvviso, non ha
rovinato l’atmosfera del Rototom, ma l’ha modificata irrimediabilmente, creando
un clima di tensione che distorceva i rapporti e la comunicazione.
Ho chiesto a un commerciante senegalese, titolare di uno stand autorizzato,
quanto costava un cappellino rasta, e lui mi ha risposto preoccupato: “Io non
vendo fumo”. Evidentemente la paura ci rende sordi, e il pregiudizio sostituisce
la realtà. Anche questo luogo, che voleva essere simbolo di “un altro mondo
possibile”, è diventato un mondo impossibile. Ed è per questo che la prossima
edizione del festival probabilmente non si terrà più in Italia. La fuga, non
solo di cervelli, continua.